Vivere il Comune

Le 100 Contrade di Marsala

Le origini delle contrade risalgono alla fine dell’Ottocento-primi del Novecento e traggono origine dalla spiccata attività agricola del territorio; molti contadini risedevano nel centro città ma i poderi agricoli distavano anche ore di strada percorribile con carretti e asini e ciò costituiva un problema logistico non indifferente nei periodi di intensa attività (vendemmia mietitura ecc…); l’esigenza di soggiornare nel luogo di attività per lunghi periodi diede avvio all’origine del “chianu” e del “baglio”, luoghi abitativi temporanei e successivamente definiti da cui originano le attuali contrade. Le circoscrizioni nascono nel 1978 per la necessità di gestire l’amministrazione ed i servizi in maniera capillare su un territorio molto articolato.

Il comune viene suddiviso in 7 quartieri urbani e in 7 borgate extraurbane, ognuna costituita da un numero consistente di Contrade:
1. Birgi
2. Bosco e Tabaccaro
3. Ciavolo e Paolini
4. Ranna
5. Strasatti e Terrenove
6. Amabilina
+ Altre 24 contrade disabitate.

In dettaglio:

1. BIRGI comprende le contrade di 1.Birgi Novi, 2.Birgi Vecchi, 3.Birgi Nivaloro, 4.San Teodoro, 5. San Leonardo, 6.Ragattisi.
Di particolare interesse le necropoli puniche, la torre di San Teodoro e la strada punica, un sentiero sottomarino percorribile a piedi che collega la Borgata con l’isola di Mothia.

2. BOSCO E TABACCARO comprende le contrade di 7.Bosco, 8.Bufalata, 9.Conca, 10.SS. Filippo e Giacomo 11.Dara, 12.Granatello, 13.Ciappola, 15.Cutusio, 16.Pecorume, 17.Catenazzi, 18.Tabaccaro, 19.Giardinello, 20.Fontana di Leo, 21.Sturiano, 22.Rakalia, 23.Fontanelle, 24. Madonna della Cava.
Di interesse sono il baglio Woodhouse dell’800, il baglio Oneto dello stesso periodo, la villa Ingham, la Chiesa di SS. Filippo e Giacomo del XVI sec.

3. CIAVOLO E PAOLINI comprende le contrade di 25.Ciavolo, 26.Ciavolotto, 27.Digerbato, 28.Scacciaiazzo, 29.Carillume, 30.Biesina, 31.Selvaggi, 32.Sinubio, 33.Cozzogrande, 34.Paolini, 35.Casazze, 36.Torrelunga Puleo, 37.Matarocco, 48.Perino, 39.Fontanelle, 40.Madonna Alto Oliva, 41.Gurgo, 42.Stazzone, 43.Misilla, 44.Cardilla. Sono di interesse la chiesa della Madonna dell’Alto del XVI sec (abbandonata per incuria), baglio Perino del XVI sec. con annessa la cappella della sacra Famiglia. Il paesaggio è caratterizzato dalle tipiche palme nane e dalle cave di tufo, vi si trovano il baglio Biesina, il giardino della mola, diversi sono i bagli: il baglio Ciavolo, il baglio Grande, il baglio Barbarà e il baglio Carillumi tutti dell’ 800.

4. RANNA, comprende le contrade di 45.Ranna, 46.Addolorata, 47.Santa Venera, 48.Madonna Alto Oliva, 49.Colombaio Lasagna, 50.Pispisia, 51.San Michele Rifugio, 52.Giunchi, 53.Dammusello, 54.Spagnola, 55.S.Giuseppe Tafalia. Di interesse significativo è la pineta Sutana e la torre Culetta del ‘700.

5. STRASATTI E TERRENOVE è la frazione più popolosa. Comprende le contrade di 56.Strasatti, 57.Cuore di Gesù, 58.Fornara, 59.Pastorella, 60.Santo Padre delle Perriere, 61.Sant’Anna, 62.Terrenove, 63.Bambina, 64.Berbarello, 65.Berbaro, 66.Fossarunza, 67.Ponte Fiumarella, 68.Ventrischi, 69.Villapetrosa, 70.Casabianca. Nel suo territorio ricade la zona balneare di Marsala con circa 3 Km di spiagge. Di particolare interesse è la villa Petrosa e la fiumara del Sossio.

6. AMABILINA con le contrade di 71.S.Silvestro, 72.Ciancio, 73.Cozzaro, 74.Amabilina, 75.Misilla, 76.Cardilla, 77.Fiumara, 78.S.Onofrio

In periferia, verso Salemi, sorgono altre 24 contrade per lo più disabitate nelle aperte campagne: 79.Bausa, 80.Baronazzo Amafi, 81.Chitarra, 82.Mamuna, 83.Zizza, 84.Nasco, 85.Buttagana, 86.Bellusa, 87.Pozzillo, 88.Rinazzo, 89.Rassameli, 90.Roccazzello, 91.Falconiera, 92.Abbadessa, 93.Porcello, 94.S. Ambrogio e S.Nicola, 95.Messinello, 96.Gimmabella, 97.Pellegrino, 98.Giaccatello, 99.Alfaraggio, 100.Rampingallotto.


 – In un articolo del 12 novembre, pubblicato su Tp24.it, sul Piano Regolatore della città di Marsala, c’ é la storia della mala amministrazione marsalese dagli anni ’80 ad ora. A dire il vero, la mala amministrazione risale al 1942, che é l’anno in cui, per la Legge Urbanistica, si faceva obbligo alle amministrazioni comunali di dotarsi di un Piano Regolatore. 
Le direttive generali del Piano Comprensoriale regionale, che unisce il territorio marsalese a quelli di altri comuni, hanno permesso nei decenni lo scempio delle nostre coste ed anche del nostro centro urbano. In assenza di norme dettagliate su dove costruire, e come e quanto e cosa, gli interventi edilizi si sono succeduti in zone che sarebbe stato meglio salvaguardare.
Si é proceduto in due modi:
1. utilizzando per scopi impropri il territorio, con la concessione di varianti allo strumento urbanistico, dettate da esigenze economiche e clientelari;
2. costruendo in dispregio dello stesso Piano Comprensoriale, e di specifiche leggi regionali, con il risultato che il litorale marsalese é sede di oltre 400 costruzioni abusive, che vengono abbattute con la lentezza della lumaca: 4o 5 l’anno.
Dentro la città sono sorti i mostri del grattacielo di via Curatolo ed il palazzo a dieci piani in alto in corso Amendola, sbrecciando il cinquecentesco bastione spagnolo di San Giovanni. Sia nella edificazione del primo che del secondo mostro, gli interessi dei costruttori, degli acquirenti degli appartamenti, dei funzionari tecnici comunali e degli amministratori comunali si sono intrecciati in un abbraccio multiplo e schifoso. Nessuno ha avuto di mira l’interesse della città; ognuno ha mirato al proprio tornaconto.
Il risultato dell’assenza del Piano Regolatore é stato un danno grave ed irrimediabile alla collettività, ed al suo interesse di avere una città, ed il suo territorio, piacevolmente presentabile ai turisti.
Il compito di approvare il Piano Regolatore é del Consiglio; quello di presentarlo al Consiglio, é della Giunta. La regione deve dare alla fine il suo placet. Ci si é andati vicini a farlo approvare, quando negli anni ’80 l’amministrazione socialista diede incarico di farlo all’architetto Tosi. Socialista pure lui, ma questo conta poco. Un bravo professionista, e Tosi lo era, sa portare avanti progetti tecnicamente validi. Purtroppo, nell’approvare un Piano Regolatore, si possono incentivare aree che prima non avrebbero avuto sviluppo, o disincentivare altre che prima speravano in un futuro migliore. Sempre così é stato nell’approvazione di ogni programma edilizio, e sempre così sarà nell’approvazione di qualsivoglia programma. Ed allora? Non si dovrebbe programmare niente, perché ogni programmazione incide sugli interessi privati? Non mi pare, altrimenti non ci sarebbe bisogno di decidere niente a livello generale, e far fare ad ognuno i propri (porci) comodi.
La politica deve prendere posizioni e decisioni, anche se risultano parzialmente dannose per gli interessi di qualcuno o di qualche categoria di cittadini. Non tutti possono riuscire avvantaggiati nel loro interesse particolare. E’ importante, invece, che tutti siano avvantaggiati nel perseguimento dell’interesse generale della collettività.

di Dino Agate

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