Ci sono storie che, a Marsala, sembrano scritte per essere rimandate. Quella dell’antica “Porticella”, la piccola porta che chiudeva la città sul lato nord, è una di queste.
Oggi, con la Delibera di Giunta n. 336 del 3 settembre 2025, il Comune ha finalmente approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione per la messa in opera dell’antica Porticella di Piazza Marconi e la riqualificazione dell’area adiacente, per un importo complessivo di 400 mila euro.
Progetto fermo per cinque anni
Un progetto che arriva cinque anni dopo quel 2020 in cui – come ci ha raccontato l’ex assessore Arturo Galfano – la porta era già pronta a tornare al suo posto.
La spesa stimata allora era di circa 40 mila euro: i fondi erano stati trovati, il progetto approvato, e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani aveva già dato il via libera.
“Con l’ufficio tecnico si preparò il progetto per la ricollocazione della porta – ci ha raccontato Galfano –. La spesa necessaria era di circa 40 mila euro. Tutto era pronto, ma poi il sindaco Grillo spostò quei soldi per rifare un marciapiede in via dei Mille. Da quel momento si è fermato tutto.”
Così, un’opera di memoria e valorizzazione del patrimonio storico cittadino è stata rimandata di anni, fino a diventare oggi un intervento ben più complesso e costoso, con un quadro economico da 400 mila euro.
Dove si trova oggi l’antica Porticella
Quei blocchi di pietra calcarenitica che da tempo giacciono a terra, a pochi metri dal Museo Baglio Anselmi, all’interno del Parco Archeologico di Lilybeo. Bisogna ricordare, comunque, che non c’è la piena certezza che siano davvero i blocchi dell’Antica Porticella.
Nell’ articolo “Ecco dove si trova l’antica Porticella e che fine hanno fatto gli Arazzi di Marsala”, sono stati documentati con foto e video i resti della porta, acquistati dal Comune durante l’amministrazione Di Girolamo per 20 mila euro. La storia di quei blocchi è tortuosa: smontata nel 1892, la Porticella finì in un terreno di Mazara del Vallo, appartenente a un ex sindaco marsalese. Negli anni ’60 fu comprata da un privato, il signor Terranova. Solo più di un secolo dopo, con la spinta dell’ex sindaco Alberto Di Girolamo, il Comune ne ha disposto l’acquisto.
fonte TP24.it
